mercoledì 6 luglio 2011

Lettera aperta sul problema della presunta superiorità degli alimenti biologici


A giudicare dai numerosi commenti che si leggono in rete, in risposta all’intervista al Prof. Garattini, pubblicata dal settimanale Oggi e citata in un articolo del Corriere dello scorso mercoledì (“Batterio killer, sotto accusa adesso finisce l'agricoltura biologica”), il rapporto fra la conservazione dell’ambiente e la tutela della salute umana suscita sempre molto interesse, ma é ancora fonte di molta confusione. Riteniamo quindi opportuno fare alcune precisazioni in proposito, alla luce di quelle che sono le nostre conoscenze e la nostra esperienza professionale nel campo della qualità ambientale e della sicurezza alimentare. Innanzitutto, é d’obbligo ricordare che la relazione fra salute umana e ambiente non é fra le piú semplici da studiare e che ancora molti sono i dubbi in proposito. Quello che viene sollevato dal Prof. Garattini nella sua intervista, è un tema particolarmente importante, ossia la presunta superiorità dei prodotti cosiddetti “biologici” rispetto ai prodotti convenzionali. A nostro avviso, non vi é nessuna falsità nelle parole del direttore del Mario Negri, dal momento che le informazioni riportate dalla letteratura scientifica, quindi basate su prove concrete, sono scarse, frammentarie e contraddittore. In considerazione del fatto che non esistono confronti rigorosi con i prodotti convenzionali (anche per la difficoltà ad effettuarli), i prodotti “bio” non possono essere dunque considerati superiori, né dal punto di vista della composizione nutrizionale, né dal punto di vista del grado di contaminazione. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, abbiamo esperienza diretta di come, dal punto di vista della contaminazione da inquinati organici persistenti (POP), che possono essere considerati i contaminanti più dannosi per la salute, non ci sia differenza tra alimenti biologici e convenzionali (“Organohalogen compounds in food: does eating organic make a difference?” lavoro presentato al convegno XIII Italian-Hungarian Symposium on Spectrochemistry). In ogni caso è bene sottolineare che il tema della sicurezza alimentare è da sempre una priorità dell’Unione Europea e le sue regole severe valgono per tutti i prodotti.
La scelta di un prodotto derivante da produzione biologica, puó comunque essere ampliamente giustificata da motivazioni di carattere ambientale, ma non puó essere considerata una scelta piú salutare, prova ne é che in nessun caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato il consumo di alimenti biologici al fine di garantire una salute migliore o la prevenzione delle patologie croniche. Questo fatto non deve essere preso come un “tradimento” da parte della comunità scientifica, nè giustifica il ricorso a querele o esposti di vario genere. La scienza non è ancora in grado di rispondere a tutte le domande in proposito, dunque, allo stato attuale della conoscenza, l’unica conclusione alla quale è possibile giungere è quella della mancanza di elementi sufficienti a formulare un giudizio chiaro in merito alla superiorità o meno dei prodotti biologici. E di questo dato di fatto dovrebbero prendere atto, allo stesso modo, sia i detrattori che i promotori del cibo biologico.
A questo proposito, ci preme ribadire che troppo spesso, purtroppo, assistiamo ad una confusione fra posizioni politiche e posizioni scientifiche. La posizione di un’organizzazione con una mission di tipo politico si puó basare su dati scientifici, ma rappresenta comunque una visione di parte e non necessariamente tiene conto di tutta la letteratura presente sull’argomento, tende a selezionare i lavori scientifici che avvalorano la propria tesi. La posizione di un’organizzazione scientifica (in primis, l’OMS) si basa, invece, sulla raccolta minuziosa di tutte le pubblicazioni scientifiche esistenti su di un dato argomento e, sulla base di un’attenta analisi effettuata anche da più ricercatori, ne trae le conclusioni più affidabili quando ciò è reso possibile da una sufficiente quantità di risultati. Questa é quello che viene definita la scienza “evidence-based” ossia basata sull’evidenza, tutta l’evidenza scientifica presente in un determinato momento. Un importante esempio in questo senso é rappresentato dal lavoro pubblicato recentemente dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro che, attraverso un lavoro enorme svolto da ricercatori di tutto il mondo, ha fornito una serie di linee guida per la prevenzione dei tumori attraverso l’alimentazione (www.dietandcancerreport.org). Proprio tenendo in considerazione questo e altri lavori scientifici, al momento l’unico consiglio valido per mettere d’accordo tutela dell’ambiente e della salute umana, è quello di ridurre il consumo di prodotti animali a favore di quelli vegetali, scelta considerata al momento al tempo stesso salutare e caratterizzata da una minore impronta ecologica.
Speriamo che questo nostro contributo possa offrire la possibilità ai suoi lettori di farsi un’opinione più precisa e critica su questa importante tematica.

Cristiana Guerranti
Biologa, Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Applicate all’Ambiente

Gianluca Tognon
Biologo, Specialista in scienza dell’alimentazione

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