Oggi vi voglio segnalare uno studio interessante, cui ha partecipato anche l’Università di Firenze, che ha confrontato la flora batterica intestinale dei bambini africani del Burkina Faso con quella di bambini fiorentini della stessa età, per valutare possibili conseguenze sulla composizione della popolazione batterica dell’intestino dovuta a diete molto diverse. I bambini del Burkina Faso sono stati scelti in quanto tipici consumatori di una dieta rurale africana: la loro alimentazione contiene un basso contenuto di proteine e di grassi animali e é invece ricca di amido, fibra, e polisaccaridi vegetali, quindi prevalentemente vegetariana. La dieta di questi bambini consiste principalmente di cereali, legumi e verdure. Anche se l'assunzione di proteine animali è molto ridotta, a volte questi bambini mangiano una piccola quantità di carne (pollo) e di termiti
I bambini italiani invece, mangiano una tipica dieta occidentale, ricca di proteine animali, zucchero, amido e grassi e povera invece di fibre. I dettagli dell’alimentazione occidentale li conosciamo bene, quindi non mi dilungo oltre.
In termini di flora batterica intestinale, bambini del Burkina Faso mostravano un significativo arricchimento dei batteri del genere Bacteroidetes e un impoverimento invece del genere Firmicutes, con una singolare abbondanza di batteri dal genere Prevotella e Xylanibacter, completamente assenti nei bambini fiorentini e noti per contenere un insieme di geni per la digestione della cellulosa e l’idrolisi dello xilano (entrambi non digeribili dall’apparato digerente umano). L’intestino dei bambini italiani era invece più ricco di batteri patogeni come quelli del genere Enterobacteriaceae (Escherichia coli e Shigella). Infine, l’intestino dei bambini africani conteneva molti più acidi grassi a catena corta rispetto agli italiani, altro fatto che suggerisce una maggiore digestione dei polisaccaridi sopracitati.
Una questione molto interessante sottolineata dagli autori di questo studio é rappresentata dal fatto che il rapporto tra batteri del genere Firmicutes e batteri del genere Bacteroidetes differisce se si confrontano individui obesi e individui normopeso, e questa differenza si riduce con la perdita di peso e una dieta ipocalorica. È quindi ragionevole supporre che l'aumento del rapporto F / B nei bambini italiani, probabilmente spinti dalla loro dieta ad alto contenuto calorico, potrebbe essere uno step nello sviluppo dell’obesità futura, ma queste sono ancora speculazioni. Un’ipotesi interessante é inoltre quella che la particolare microflora intestinale che si associa ad una dieta ricca di polisaccaridi consenta loro di massimizzare l'apporto energetico a partire dalle fibre da una parte, ma anche di proteggerli dalle malattie infettive e infiammatorie del colon.
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